Proposta di linee guida per la standardizzazione e l’ottimizzazione
dell’esame ecografico addominale nel cane e nel gatto.
A cura di:
Stefano Faverzani
Lodi Matteo
Silvia Chinosi
Introduzione
L’ecografia, nella clinica degli animali d’affezione, oggi è
la sintesi di quasi 25 anni di pratica trascorsi dalla comparsa dei primi
ecografi e dei primi lavori in letteratura. Il miglioramento tecnologico
della strumentazione ha senza dubbio condizionato non solo l’accuratezza
di questa metodica diagnostica, ma anche l’evoluzione delle conoscenze
cliniche, svelando patologie prima praticamente non diagnosticabili (come
ad esempio le patologie infiammatorie delle vie biliari) o permettendone
una diagnosi nettamente più precoce, talvolta serendipica, come accade
nei casi in cui un’ecografia, eseguita per indagare una modificazione
del profilo biochimico, svela la presenza di una massa addominale in un
soggetto spesso paucisintomatico.
Attualmente, anche in medicina veterinaria, come prima era accaduto in medicina
umana, la notevole diffusione della disciplina si associa ad una sempre
maggiore disomogeneità nel suo impiego: trattandosi di una metodica
diagnostica strettamente operatore-dipendente, nella quale l’esecuzione
tecnica e l’interpretazione dell’indagine rappresentano una
fase unica, quasi inscindibile, si avverte la necessità di:
un’adeguata preparazione dell’operatore
un’elevata conoscenza della strumentazione
un’adeguata documentazione e refertazione dell’indagine nel
rispetto di standard minimi di acquisizione
un linguaggio uniforme nella descizione dell’esame.
Il nostro proposito è quindi quello di suggerire degli standard minimi
di acquisizione dell’immagine tenendo conto che l’esame d’organo
dovrà considerare l’apparato di appartenenza e le strutture
circostanti nel contesto del quadro clinico.
Tali standard potranno essere aggiornati in concomitanza con l’evoluzione
della disciplina.
Questo documento è aperto al contributo di chiunque voglia contribuire
costruttivamente al raggiungimento di uno standard qualitativo comune, che
consenta di rendere gli esami ecografici eseguiti da differenti operatori,
confrontabili ed il più possibile attendibili.
Stefano Faverzani
Strumentazione
Caratteristiche tecniche delle apparecchiature
Le attrezzature devono possedere caratteristiche che permettano un’adeguata
esplorazione delle strutture in esame in relazione alla loro posizione in
cavità addominale
Le apparecchiature devono possedere precisi sistemi di misurazione delle
distanze e delle aree.
E’ necessaria una tastiera alfanumerica che consenta di completare
la documentazione con cognome del proprietario, nome, età e sesso
del paziente.
La presenza di un’apparecchiatura dotata di modulo Color-Doppler consente
l’eventuale valutazione della vascolarizzazione e l’analisi
delle caratteristiche flussimetriche delle strutture in esame.
Caratteristiche tecniche delle sonde
La frequenza minima delle sonde per lo studio dell’addome deve essere
3.5 Mhz.
Si utilizzano sonde settoriali, convex, lineari.
La scelta della frequenza è in relazione alla posizione della struttura
da esaminare: più è profonda, minore sarà la frequenza
selezionata .
Sistemi di documentazione
Stampante termica b/n su carta di ottima qualità
La possibilità di connettere l’apparecchiatura ad un desk-top/lap-top
che consenta l’archiviazione delle immagini su supporto informatico.
Documentazione
e refertazione
La documentazione di un esame ecografico deve garantire l’acquisizione
di immagini dell’organo oggetto dell’indagine in un numero
adeguato di fotografie che attestino la normalità o la patologia
evidenziata.
Per quanto riguarda la documentazione e la sua inalterabilità nel
tempo è bene scegliere una stampante termica b/n che assicuri una
buona conservazione delle immagini.
Si ritiene che ogni buona immagine registrata rechi
la data del giorno dell’esame
cognome del proprietario
specie, nome, età e sesso del paziente
misurazione precisa di organi o di eventuali patologie evidenziate.
Per quanto riguarda la refertazione , dattiloscritta o stampata, si ritiene
fondamentale che:
la terminologia adottata sia uniforme su tutto il territorio nazionale.
il referto contenga:
la data in cui l’esame è stato effettuato
nome e cognome del medico veterinario che dovrà apporre la firma.
Il nome delle strutture esaminate e per ognuna le rispettive caratteristiche
riscontrate (sede, dimensioni, morfologia, eventuali reperti patologici
e la loro misurazione)
La descrizione precisa anche con terminologia a tutti comprensibile dell’ecostruttura
che dovrà riferirsi alla produzione o meno di echi piuttosto che
a sinonimi. Parlare quindi di “anecogenicità”, “ipoecogenicità”,
“isoecogenicità”, “iperecogenicità”.
Nel caso di lesioni descriverne le caratteristiche strutturali complessive
come ad esempio: ecostruttura “omogenea”, “disomogenea”,
“mista”.
La segnalazione di artefatti utili alla comprensione dell’immagine
usando la terminologia classica ( riverbero, rinforzo, cono d’ombra
posteriore, ecc.)
La eventuale valutazione delle caratteristiche vascolari di organi o lesioni.
Specificare se vi siano state limitazioni tecniche che abbiano influito
negativamente sulla condizione dell’indagine ( paziente obeso, dispnoico,
meteorico, non collaborante) dato che tale eventualità è
in ecografia molto frequente.
Tale descrizione dovrà concludersi con una o più ipotesi
clinico-diagnostiche
Ecografia
Epatobiliare
Sonde settoriali/convex da 3.5 a 7.5 Mhz scelte in funzione delle dimensioni
del paziente.
Tecnica di studio:
attraverso scansioni retrocostali ed intercostali si valuta
Porzione sinistra del fegato confrontandone l’ecogenicità
con il parenchima splenico
Porzione destra del fegato confrontandone l’ecogenicità con
la corticale del rene destro.
Corpo e collo della colecisti, vie biliari extra-epatiche.
Ilo epatico, vena porta, vena cava .
Documentazione: la descrizione dell’organo deve tenere conto delle
alterazioni
Dimensioni
Ecogenicità
Omogeneità.
Grado di distensione colecisti, parete, contenuto.
Grado di distensione delle vie biliari extra-epatiche
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
Splenica
Sonde settoriali/convex o lineari da 7.5 a 10 Mhz scelte in funzione delle
dimensioni del paziente.
Tecnica di studio:
attraverso scansioni retrocostali longitudinali e trasversali si valuta:
Confronto del parenchima con quello epatico e con la corticale del rene
sinistro.
Polo craniale
Corpo
Polo caudale
mirando ad una ricostruzione della milza lungo il suo asse maggiore.
Documentazione: la descrizione dell’organo deve tenere conto
Dimensioni
Ecogenicità
Omogeneità.
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
pancreatica
Sonde convex/settoriali o lineari da 7.5 a 10 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni retrocostali ed intercostali, longitudinali e trasversali
si valuta
Lobo sinistro
Corpo/testa
Lobo destro.
Documentazione:
data la somiglianza tra ecogenicità del pancreas e quella omentale
risulta difficile in situazioni non patologiche distinguere il parenchima
ghiandolare dal tessuto adiposo, è perciò in uso nella terminologia
fare riferimento alle aree pancreatiche di destra e sinistra.
E’ indispensabile la rappresentazione di tutte le aree patologiche
o sospette tali.
Ecografia
del tubo gastroenterico
Sonde convex/settoriali o lineari da 7.5 a 10 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni retrocostali ed intercostali sul lato sinistro e
sul piano sagittale mediano si effettua:
Studio dello stomaco in corrispondenza di corpo, antro, piloro in sezioni
trasversali e longitudinali.
Studio di duodeno digiuno e colon in sezioni trasversali e longitudinali
Studio dei linfonodi meseraici
Documentazione: la descrizione deve soffermarsi sulle seguenti valutazioni:
Stomaco
Grado di distensione del viscere
Spessore e stratificazione della parete di corpo, antro e piloro.
Contenuto
Presenza/assenza di livelli idroaerei
Intestino
Spessore e stratificazione della parete di duodeno, digiuno e colon.
Contenuto
Motilità
Linfonodi meseraici
Dimensioni
Ecostruttura
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
renale
Sonde settoriali/convex da 5 a 7.5 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni paramediane ed intercostali
Studio delle strutture anatomiche di entrambi i reni in sezioni sagittali,
trasversali e coronali
Valutazione ecogenicità della corticale attraverso confronto della
stessa con parenchima epatico e splenico
Documentazione:
Dimensioni sull’asse longitudinale maggiore, margini
Ecogenicità della corticale
Definizione cortico-midollare.
Grado di distensione dei bacinetti renali
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
surrenale
Sonde settoriali/convex o lineari da 7.5 a 10 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni trasversali e longitudinali paramediane
Studio di entrambi i surreni attraverso sezioni longitudinali e trasversali.
Documentazione:
Dimensioni: asse longitudinale, asse trasversale in corrispondenza del
massimo diametro della ghiandola
Ecostruttura.
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
della vescica
Sonde settoriali/convex da 5 a 7.5 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni trasversali, sagittali o paramediane
Studio del viscere attraverso sezioni longitudinali e trasversali, con
visualizzazione del trigono
Studio dei linfonodi parietali: iliaci medi e caudali.
Documentazione: la descrizione del viscere deve soffermarsi sulle caratteristiche
di
Grado di distensione del viscere
Spessore e stratificazione della parete, quando valutabile.
Contenuto
Linfonodi iliaci medi e ipogastrici
Dimensioni
Ecostruttura
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
della Prostata
Sonde convex/settoriali o lineari da 7.5 a 10 Mhz
Tecnica di studio:
attraverso scansioni sagittali o paramediane
Studio del viscere attraverso sezioni longitudinali e trasversali
Studio dei linfonodi parietali: iliaci caudali e medi.
Documentazione:
Prostata
Dimensioni: diametro cranio-caudale, diametro dorso ventrale, diametro
trasversale
Margini
Ecogenicità
Omogeneità
Linfonodi ipogastrici ed iliaci medi
Dimensioni
Ecostruttura
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Ecografia
dei testicoli
Attraverso sonde convex o lineari da 7.5 a 10 MHz.
Tecnica di studio:
Studio di entrambi i testicoli attraverso sezioni longitudinali e trasversali
Studio dei linfonodi parietali: iliaci medi ed ipogastrici.
Documentazione:
Testicoli
Dimensioni: diametro cranio-caudale, diametro trasversale
Ecogenicità
Omogeneità
Linfonodi ipogastrici ed iliaci medi
Dimensioni
Ecostruttura
Tutte le aree patologiche o sospette tali devono essere documentate e
misurate.
Esame ecografico
dell’addome craniale
Per “Addome craniale” si intende lo studio di:
FEGATO, MILZA, RENI, SURRENI E PANCREAS.
Si ritiene utile suggerire che ogni volta che viene richiesto l’esame
di uno di questi organi, l’indagine ecografica prenda sempre in
considerazione anche gli altri (vedi capitoli dedicati).
Stadiazione
ecografica di neoplasie
Tecnica di studio: la stadiazione ecografica a livello addominale di una
neoplasia deve comprendere
la valutazione ecografica dei principali organi filtro della cavità
addominale: fegato e milza
la valutazione dei linfonodi viscerali
la valutazione dei linfonodi parietali
Documentazione:
Fegato: vedi paragrafo 1
Milza vedi paragrafo 2
Linfonodi
Dimensioni
Ecostruttura
Tutte le aree o le strutture patologiche o sospette tali devono essere
documentate